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Fotofilm italiani [scheda redatta con il fondamentale contributo di Andrea Napoli]
Già dalla metà degli anni '30 del secolo scorso vengono pubblicate in Italia riviste di racconti, basati su un film uscito nelle sale, corredati da alcune immagini tratte da fotogrammi o fotografie di scena del film stesso (cineracconti). Il fenomeno delle riviste che propongono cineromanzi (chiamati anche fotofilm) - ovvero "riduzioni su carta" di film prodotti per il cinema, costituite da sequenze di fotografie/fotogrammi su cui sono apposte didascalie, a costituire una storia compiuta - emergerà tuttavia alcuni lustri più tardi, negli anni '50/'60, con testate come "Le grandi firme", "Cineromanzi Giganti e d'Amore Victory" e numerose altre, o la rarissima e ricercata rivista "Malìa". A volte i proprietari delle testate di cineromanzi sono al contempo produttori cinematografici ed usano la rivista, spesso prodotta usando un set fotografico realizzato ad-hoc sul set, come mezzo promozionale, pubblicandola in contemporanea o addirittura in anticipo all'uscita in sala del relativo film.
Molte delle testate degli anni '50/'60 nascono come riviste di fotoromanzi (racconti cartacei per immagini, ma basati su servizi fotografici originali), iniziando poi a proporre storie basate su film prodotti per il cinema (cineromanzi). È il caso, appunto, di "Malìa", che nasce nel 1961 come rivista di fotoromanzi/cineromanzi, per poi proporre, dopo alcuni numeri, fotofilm "exploitation".
Mentre il numero delle testate di fotofilm note è relativamente limitato, tra la seconda metà degli anni '60 e la prima metà degli anni '70 si conta almeno una cinquantina di testate di fotoromanzi per adulti (sexy e horror), di cui la più nota e ricercata (anche a giudicare dai prezzi spuntati nelle aste online) è senz'altro "Supersex" (confluita più tardi nell'hardcore).
Accanto alla produzione di fotofilm degli anni '60/'70, localizzata perlopiù a Roma (in cui fa la parte del leone la NEW.EDI.GRA.F., con Cinesex, Cinestop e Bigfilm), è doveroso citare una vasta produzione di riviste sexy che propongono servizi su film corredati di fotografie oltrecensura ("Le Dive Nude", "King Cinemonde", "King Cinema", "New Cinema", "Sexyscope", "Collana Movie Special - Il pelo nel cinema", "New collana di sexy-cinema" e molte altre) ed una pletora di testate minori che pubblicano cineromanzi basati su film italiani, ma camuffati da (o spacciati per) film svedesi "proibiti" (ad esempio "Sexycin film" o "Fono Sexy"). Nell'ambito delle riviste sexy si dirama, tra il 1970 e il 1972, un vero e proprio mini-filone erotico-cartaceo, dedicato all'affare Casati Stampa, con almeno 6 pubblicazioni monografiche (di cui l'ultimo, uno Speciale Marchesi Casati, viene pubblicato dalla stessa NEW EDI.GRA.F di Roma).
Questa sezione del sito è si concentra sulle testate di fotofilm "exploitation" del periodo che spazia dalla prima metà degli anni '60 alla 1975 circa, quando esplode una straordinaria offerta di testate horror e sexy, dalle più note e ricercate come Malìa e Cinesex/Cinestop alle minori e misconosciute. Al di là del puro aspetto collezionistico, uno dei principali motivi di interesse nella consultazione di queste testate risiede nel fatto che spesso contengono fotogrammi appartenenti alle sequenze tagliate dalla censura italiana dell'epoca, quindi difficilmente riscontrabili nelle versioni nostrane dei relativi film che sono disponibili a distanza di 30-40 anni. Va precisato, tuttavia, che tra gli studiosi esiste il forte sospetto che, in molti casi, le sequenze fotografiche spinte siano state scattate sul set solo per uno sfruttamento di tipo cartaceo e non siano quindi state incluse nel film vero e proprio. Un altro aspetto interessante dell'analisi delle riviste di cinema sexy degli anni '60/'70 è il fatto che il loro contenuto segua grosso modo, seppur ad un livello "oltrecensura", l'evoluzione della cosiddetta "morale comune" dell'Italia dell'epoca. Mentre i genitali maschili restano un tabù e, se presenti nel fotogramma selezionato, vengono censurati dalla redazione con opportuni rettangoli neri, dalla fine degli anni '60 al 1974/75 (inizio dell'hardcore cartaceo non clandestino) il corpo femminile viene mostrato in forma progressivamente esplicita, passando per i nudi integrali fino ad arrivare ai dettagli ginecologici presenti in alcuni articoli di "Cinestop Super" (1974).
Case editrici di fotofilm romane
L'Editoriale Nova pubblica, per buona parte degli anni '60, la testata Malìa (fotoromanzi nei primi numeri, poi fotofilm horror, mensile, 64 numeri, dal febbraio 1961 al giugno 1966), di cui 8 fascicoli sono successivamente ristampati dal luglio 1966 al febbraio 1967.
La più importante e prolifica casa editrice di fotofilm italiani (dalla fine degli anni '60 fino a metà anni '70), è, tuttavia, la NEW EDI.GRA.F. S.r.l. (Nuove Edizioni Grandi Films), che nel 1972 cambia la propria ragione sociale in EDIROME S.r.l., nel 1973/74, cambia (o si scinde) in Romana Periodici Illustrati S.r.l. e, infine, diventa Edigamma S.r.l. alla fine del 1974.
Con le sue diverse denominazioni, la casa editrice pubblica una serie di testate di fotofilm (in prevalenza horror e sexy) tra le più ricercate dai collezionisti ed appassionati di cinema:
- Cinesex (NEW EDI.GRA.F., fotofilm sexy, quattordicinale, 62 numeri, dal settembre 1969 al 9 maggio 1972, dir.resp. Enzo Branzoli, reg. Trib. di Roma n.12927 del 26-11-1969, stampa Rotopress di Sesto San Giovanni).
- Cinesex Attualità (EDIROME, fotofilm sexy, quattordicinale, 42 numeri, dal maggio 1972 al gennaio 1974, dir.resp. Anton Mario Macchi, reg. Registro della Stampa di Roma n.14438 del 10-3-1972, stampa Rotopress di Sesto San Giovanni).
- Cinesex Mese (Edirome, fotofilm sexy, mensile, 10 numeri, da gennaio a novembre 1973).
- Cinesex Mese Extra (Romana Periodici Illustrati, fotofilm sexy, mensile, 4 numeri, da dicembre 1973 a marzo 1974).
- Cinesex Speciali (numeri speciali a tema, o raccolte di fotofilm, allegati alle varie testate della casa editrice).
- Cinestop (NEW EDI.GRA.F., fotofilm sexy, mensile, 15 numeri, dal settembre 1970 al dicembre 1971, dir.resp. Enzo Branzoli, reg. Trib. di Roma n.13478 del 4-8-1970, stampa Rotopress di Sesto San Giovanni).
- Cinestop (nuova serie) (NEW EDI.GRA.F., fotofilm sexy, 3 numeri, da marzo a maggio 1972).
- Cinestop Attualità (Edirome, fotofilm sexy, mensile, 19 numeri, da giugno 1972 a dicembre 1973).
- Cinestop Super (Romana Periodici Illustrati, fotofilm sexy, mensile, 9 numeri, da gennaio a novembre 1974, dir.resp. Anton Mario Macchi, reg. Registro della Stampa di Roma n.15299 del 6-12-1973, stampa Rotopress di Sesto San Giovanni).
- Cinestop (ultima serie) (Edigamma, fotofilm sexy, mensile, almeno 12 numeri, da dicembre 1974 a novembre 1975, dir.resp. Ennio Mancini).
- Bigfilm (NEW EDI.GRA.F., fotofilm sexy, mensile, 22 numeri, da marzo 1970 a dicembre 1971).
- Bigfilm Nuova Serie (NEW EDI.GRA.F., fotofilm sexy, mensile, 3 numeri, da febbraio ad aprile 1972).
- Nuovo Bigfilm (Edirome, fotofilm sexy, mensile, 20 numeri, da maggio 1972 a dicembre 1973).
- Bigfilm Extra (fotofilm sexy, mensile, almeno 10 numeri, da gennaio ad ottobre 1974).
- Bigfilm (ultima serie) (fotofilm sexy, mensile, almeno 13 numeri, da novembre 1974 a novembre 1975).
- Suspense (fotofilm horror, NEW EDI.GRA.F., 1970/71).
 La qualità delle pubblicazioni della NEW EDI.GRA.F. è altissima fino al 1973 (dalle prime testate fino a Cinesex/Cinestop Attualità): il numero di pagine è pressoché costante e al fotofilm (inedito) sono accostati servizi sui film in uscita al cinema nel periodo e rubriche ricorrenti, come le lettere al direttore, "Emanuelle" e "le novelle di Thomas Dillinger". Addirittura i primi Cinesex presentano alcuni articoli (non il fotofilm) stampati a colori, caratteristica che verrà riproposta nel 1971/72 dalla milanese Edimax ("Erosfilm" e "Sexirama", che presentano a colori alcune pagine del fotofilm). Con le serie successive la qualità va progressivamente scemando, molti fotofilm vengono ristampati e sparisce la maggior parte delle rubriche accessorie. Alcune serie della NEW EDI.GRA.F. hanno in allegato un poster centrale o una serie di fotografie a colori.
Cinesex e le testate gemelle sono state tra le riviste più sequestrate del loro tempo, presentando appunto sequenze/fotografie altrimenti invisibili nei cinema italiani dell'epoca, oltre a servizi di costume focalizzati spesso sul tema del naturismo. Costituisce una curiosa ironia il fatto che la loro produzione sia cessata proprio al sopraggiungere dell'hard (che in Italia approda su carta non clandestina nel 1974/75), ma d'altra parte viene spesso ribadito, nelle risposte alle "lettere al direttore" inviate da lettori che reclamano servizi più "spinti", il carattere erotico e non pornografico delle riviste NEW EDI.GRA.F.
Oltre alle citate pubblicazioni di fotofilm horror e sexy, la casa editrice romana è responsabile anche di alcune riviste di fotofilm western, di una testata dedicata alla serie di fantascienza U.F.O. , nonché di alcune testate di fotoromanzi sexy ("Cine Erotik", "Lesbo", "Superlesbo" e "Nuovo Superlesbo").
Case editrici di fotofilm milanesi
La Edifilm (poi Nuova Edifilm) pubblica, nel primo biennio degli anni '70, una delle testate di fotofilm italiani tra quelle attualmente più difficilmente reperibili:
- Topfilm (Edifilm/Nuova Edifilm, fotofilm sexy, mensile irregolare, 27 numeri, da agosto 1970 ad aprile 1972).
La Edifilm è quasi certamente legata alle testate di fotofilm francesi gemelle "Topfilm" e "Playfilm" (tra l'altro stampate ad Opera, nell'hinterland milanese), nate un paio di mesi più tardi dell'omonima testata italiana, visto che i titoli sono coincidenti (a parte alcuni sfasamenti nei numeri progressivi), compresi i poster allegati, le copertine hanno identica grafica, a meno ovviamente del testo in francese, e molti dei nomi degli articolisti sono italiani.
Altra casa editrice milanese, la Edimax pubblica nei primi anni '70 due testate con un fotofilm, un mini-servizio cinematografico ed un poster centrale allegato, oltre ad una testata di fotoromanzi horror ("Wampir", mensile, dal 6 novembre 1971):
- Erosfilm (Edimax, fotofilm sexy, mensile irregolare, 9 numeri, dal 20 novembre 1971 al maggio 1973, dir.resp. Erasmo Buzzacchi, reg. Trib. Milano n.379 dell'8-10-1971, stampa Rotograf di Cinisello Balsamo).
- Erosfilm Special (Edimax, fotofilm sexy, mensile, almeno 4 numeri, 1972).
- Sexirama (Edimax, fotofilm sexy, mensile, 9 numeri dal novembre 1971 al maggio 1973, dir.resp. Stefano Surace, reg. Trib. Milano n.380 dell'8-10-1971, stampa Rotograf di Cinisello Balsamo).
Le riviste di fotofilm della Edimax hanno un prezzo di copertina di L.500 (per 67 pagine), nettamente superiore alle 350 lire di Cinesex dello stesso periodo (82 pagine). Ciò è dovuto probabilmente al fatto di presentare parte dei fotofilm e degli articoli con stampa a colori, procedimento tipografico più costoso di quello a toni di grigio. Come scritto sopra, questa caratteristica era già presente nei primi Cinesex, relativamente però solo ad una parte degli articoli, e non ai fotofilm.
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