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La fine del ventesimo secolo vede il lento, ma inesorabile, abbandono del nastro magnetico come supporto per l'home-video. Già nei primi anni '80 le videocassette avevano decretato la morte dell'home-cinema su pellicola (16mm. e Super8), con standard come il VCR, il Betamax e il Video2000, presto anch'essi abbandonati, per motivi di marketing, in favore del VHS. Quest'ultimo, che prevede la registrazione analogica su nastro magnetico da mezzo pollice, domina per circa vent'anni fino al boom della registrazione digitale su supporto ottico (DVD); in alcuni Paesi l'avvento del DVD è anticipato da una buona diffusione del LaserDisc.
Il recente panorama home-video, quindi, è caratterizzato anche nel nostro Paese dal progressivo pensionamento del VHS in favore del DVD, forte di caratteristiche nettamente superiori: risoluzione verticale doppia, possibilità di includere materiale extra, audio migliore e multi-lingua, sottotitoli escludibili, maggiore affidabilità e resistenza nel tempo, dovute al fatto che il nastro magnetico, a differenza del supporto ottico, tende a smagnetizzarsi e usurarsi per via dello scorrimento a contatto con la testina del video-riproduttore. Se non si considera la distribuzione home-video di massa, però, la videocassetta continua a nutrire un buon numero di estimatori, fondamentalmente per tre motivi:

 
 News
Ultimo aggiornamento
20 giugno 2007
 

 
1) Numerosi titoli pubblicati in VHS dalle storiche label, in particolare quelli appartenenti al cinema di genere italiano, non sono ancora disponibili su DVD in lingua italiana, e probabilmente molti di essi non vedranno mai la luce nel formato digitale. Le edizioni originali in videocassetta (e pellicola), quindi, insieme alle vecchie registrazioni da TV e ai passaggi su satellite, restano le uniche possibilità di visionare tali film.
 
2) In molte edizioni su DVD la traccia in lingua italiana viene ridoppiata, perdendo così il doppiaggio originale che rimane disponibile solo sulle vecchie edizioni in VHS e pellicola.
 
3) Il collezionismo. Una vecchia videocassetta, con il box cartonato o la custodia in plastica morbida e dorso bombato, è un "object d'art" ambito dai collezionisti affascinati dalla bellezza di certe fascette. Le videocassette italiane degli anni '80 sono sempre più difficili da reperire, dal momento che la maggior parte delle videoteche storiche le hanno da tempo vendute come ex-nolo o addirittura dismesse, e sono ormai reperibili soltanto nei negozi specializzati o come merce di scambio tra collezionisti. Ancora più rare sono le videocassette in lingua italiana prodotte o distribuite all'estero, come le tedesche o le svizzere.

Nell'autunno del 2003 nasce l'idea di realizzare un sito ben strutturato, gestito da un team di appassionati e collezionisti e rivolto a tutti coloro che nutrono la stessa passione, con l'ambizioso scopo di riuscire a ricostruire la storia e i cataloghi delle prime label coinvolte nella produzione per home-video, privilegiando inizialmente le videocassette per considerare in seguito, eventualmente, anche le label che hanno partecipato pionieristicamente all'avvento del digitale: nasce videoarcheologia.it, termine comparso per la prima volta in modo ufficiale, probabilmente, su un articolo scritto da Luca Rea su Nocturno n.4 Nuova Serie, nel Settembre 1997. Il tutto utilizzando informazioni e materiale sia di proprietà dello staff che fornito da tutti coloro che vogliono collaborare.
La pubblicazione su web vuole essere, quindi, un catalizzatore per il processo di ricostruzione della storia dell'home-video, in modo da coinvolgere tutti gli appassionati e i collezionisti che possiedono materiale e/o informazioni utili allo scopo.
 

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Staff, contributi e ringraziamenti.

Obiettivo: pubblicare, con aggiornamento periodico e in un contenitore opportunamente strutturato, tutte le informazioni reperite sulle origini dell'home-video in lingua italiana, iniziando con le videocassette e includendo col tempo anche altri tipi di supporto.

Portata: film in lingua italiana, prodotti e distribuiti per l'Italia o per italiani all'estero da label non dedicate esclusivamente all'hard, con l'eccezione di uno spazio extra che presenta una carrellata di edizioni in lingua straniera particolarmente importanti o di film inediti in lingua italiana e una serie di edizioni hard particolarmente interessanti dal punto di vista storico e cinematografico.
Per quanto riguarda le videocassette, vengono comunemente considerate dai collezionisti come "video-archeologiche" quelle prodotte fino al 1991/92, pertanto il sito si occuperà (almeno inizialmente, e con importanti eccezioni) delle case editrici nate prima di tale anno e, nel loro ambito di produzione, delle serie di videocassette iniziate entro il 1992, accennando soltanto, eventualmente, alle serie iniziate dagli anni '90 in poi.
 

Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2007. Per la storia degli aggiornamenti consulta la sezione newsAggiornamenti

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